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Pazzo il mondo pieno d'amarezza, intrappolato come un pesce in una rezza (una rete)”, così comincia il testo di un brano di Petra Magoni, virtuosa cantautrice toscana di cui seguo e ascolto le gesta da anni.
Ed è la pazzia il tema di questo numero di Ingrandimenti.

Parrebbe facile trattarne quantomeno l'accezione meno patologica e più sociale, con tutto quello che ci succede intorno: guerre, soprusi, discriminazioni, violenze, razzismi vari troverebbero un facile mandante nella pazzia di chi li esercita.
Ma non è di quella pazzia che vorrei trattare, ma della salute mentale di chi lavora, noi tutti compresi.

Pazzo il mondo

16 GIUGNO 2024

Gallup, rinomata società di consulenza statunitense, nel suo rapporto annuale State of the Global Workplace (Lo stato del posto di lavoro globale), ci rivela che, nonostante la crescita occupazionale globale del 2023, lo stress e l'insoddisfazione dei lavoratori hanno raggiunto picchi storici (44%).
Afferma inoltre che si sta consolidando il fenomeno del quite quitting che tradotto letteralmente significa "abbandono silenzioso" e che nella pratica si traduce nella scelta dei dipendenti di eseguire il minimo indispensabile nel rigoroso rispetto delle proprie mansioni e del proprio orario di lavoro, ma con il rifiuto di farsi coinvolgere in qualsiasi attività o progettualità ulteriore.


L’Italia in questo campo eccelle. Gallup rileva che i dipendenti attivamente disimpegnati, cioè i lavoratori che si oppongono attivamente agli obiettivi del proprio datore di lavoro, rappresentano il 15% della forza lavoro globale e il 25% dei dipendenti in Italia, il livello più alto registrato in Italia dal 2018 e il più alto d’Europa. 
Continuando con i numeri nel nostro Paese: solo il 5% degli intervistati si dichiara emotivamente coinvolto sul proprio posto di lavoro, mentre spiccano alti livelli di stress quotidiano (46%) e scarsa fiducia riguardo il dinamismo del proprio settore lavorativo.
Più volte, nel report annuale, si parla letteralmente di “salute mentale” rendendola equipollente a quella fisica per poter svolgere efficacemente il proprio lavoro. D’altra parte chiunque di noi in situazioni di salute precaria faticherebbe a garantire una buona prestazione lavorativa. 


Gallup continua: "per sostenere la salute mentale dei propri collaboratori, i datori di lavoro dovrebbero promuovere l'equilibrio tra lavoro e vita privata, fornire risorse accessibili per il mantenimento della salute mentale e concentrarsi sulla creazione di un ambiente di lavoro favorevole".


Ma in che cosa si traduce tutto questo e perché affrontare le preoccupazioni relative al benessere sul posto di lavoro dovrebbe essere una priorità? 


Dal punto di vista morale la risposta è naturalmente superflua, ma lo stress dei dipendenti va a incidere in maniera significativa anche su prestazioni e produttività, e questo è un elemento cruciale, specialmente in un momento come questo in cui tutti i mercati - e quello odontoiatrico non si sottrae - si stanno misurando con complessità e competitività crescenti. 
Si stima che un basso coinvolgimento dei lavoratori costi all’economia di una nazione mediamente una cifra pari al 9% del PIL globale.

Far felici i propri dipendenti non è dunque solo una missione morale, ma anche una sfida economica. E se è vero che i manager non possono fare molto per calmierare le cause “esogene” che possono provocare stress sul lavoro - vedi inflazione, problemi finanziari o di salute, personali o familiari -, sicuramente possono fare la differenza in termini di condizioni di vita e benessere dei lavoratori stessi.

A questo proposito, sempre Gallup ha domandato ai dipendenti più insoddisfatti che cosa cambierebbero, loro, del proprio posto di lavoro per renderlo migliore e le priorità sembrerebbero tutto fuorché irraggiungibili o difficili da attuare.
Qualche esempio:

  • Impegno e cultura: il 41% degli intervistati auspica la possibilità di essere riconosciuto per i propri meriti, di gestire le proprie mansioni con autonomia, per stimolare la creatività anche attraverso la formazione continua, obiettivi più chiari e una guida più forte;

  • Retribuzione e benefit: il 28% vorrebbe dunque stipendi più alti o comunque proporzionali alle qualifiche, all’impegno e al tempo speso in ufficio; convenzioni per le spese di trasporto; assistenza all'infanzia interamente sovvenzionata; premi ai dipendenti per i risultati ottenuti;

  • Benessere psico-fisico: il 16% chiede una comunicazione più chiara/tempestiva per organizzare al meglio il proprio tempo libero, la riduzione degli straordinari imprevisti, riuscire laddove possibile a lavorare di più da casa e avere un luogo di ritrovo dove poter stare insieme agli altri colleghi, anche solo per una pausa caffè.

Ma il mondo odontoiatrico è investito da questi fenomeni? Temo di sì.
La presenza contestuale di alcuni fattori temo che lo candidino anzi a primeggiare.
Le relativamente piccole dimensioni dei team di lavoro, l’esiguità degli investimenti nella formazione extra clinica del personale, la spesso scarsa attitudine alla gestione manageriale dello studio: tutto ciò temo aggravi la situazione.

Spesso gli indicatori utilizzati per valutare la qualità di uno studio odontoiatrico non prendono minimamente in considerazione lo stato di salute mentale dei team che vi operano. Si osserva l’estetica dell’arredamento, il numero di poltrone, il fatturato (spesso ignorando che i valori economici da osservare sono ben altri) e la dotazione tecnologica, ma la felicità di chi ci lavora e lo fa funzionare come si misura?

Coinvolgere nuovamente i team di lavoro e supportare la loro salute mentale si considera essere un area di investimento tanto importante quanto quello dell'innovazione tecnologica.
Qualcosa però si muove.
Sono stato invitato il 28 e 29 giugno ad un interessante - quanto unico - evento organizzato presso il Centro Corsi Dental Trey a Fiumana. 
L’evento è stato battezzato “Management Symposium” e, durante due giorni di condivisione, alcuni esperti del settore (e sono davvero onorato di essere stato fregiato di questo titolo) condivideranno i loro saperi e le loro esperienze sulle strategie e gli strumenti per la gestione manageriale e moderna del team odontoiatrico. 
Se volessi approfondire informazioni circa questo evento le puoi trovare qui.


“Pazzo il mondo pieno d'amarezza, intrappolato come un pesce in una rezza
rimasto appeso a un amo per un labbro insanguinato,
ha resistito poi d'un tratto è sprofondato
Ma tu l'hai ritrovato, col fiato l'hai scaldato, 
e poi l'hai liberato.”

Ingrandimenti è una newsletter curata da Roberto Ferrari, che esplora da vicino i fenomeni che il settore odontoiatrico sta attraversando.
Un diario di appunti, riflessioni e punti di vista maturati in 35 anni di viaggio nel mondo odontoiatrico che mi hanno reso forse più esperto, sicuramente più saggio nell’affrontare gli eventi.

Se vuoi rispondermi e farmi sapere cosa ne pensi, puoi rispondere a quest’email.
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Alla prossima, buon weekend!


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