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Scrivo questa newsletter dopo aver ripreso in mano uno studio sulla nostra capacità di ricordare le informazioni che riceviamo.

Gli scienziati, coinvolti in un esperimento sulle abitudini di acquisto dei consumatori, hanno cominciato a misurare nel 1965 quanto il campione osservato fosse in grado di ricordare ciò che gli veniva raccontato. 

Lo stesso esperimento è stato ripetuto nel 1998 e nel 2009 e i risultati sono stati quantomeno sorprendenti: nel 1965 le informazioni ricordate erano circa il 38% di quelle comunicate, nel 2009 scendevano intorno al 9% e, infine, nel 2009 i pazienti dello studio erano in grado di ricordare solo il 2,2% di quanto loro sottoposto!

Cosa significa tutto ciò? Una sola, semplice, realtà: lo sviluppo della capacità mnemonica dell’uomo non è stato così veloce come l’aumento delle informazioni che dal 1965 a oggi ci stanno sottoponendo.

Less is more

19 MAGGIO 2024

Siamo quotidianamente bersagli di un bombardamento di informazioni, ma la nostra capacità di custodirle è rimasta più o meno la stessa negli ultimi 60 anni.
Ognuno di noi probabilmente contribuisce a questo bombardamento, avvalendosi della quantità, più che della qualità, quando cerca di condurre il processo decisionale di un interlocutore. Anche se, visto l’esito, forse dovremmo tutti mettere in discussione questa modalità.


Il mondo dell’architettura e dell’arte ha vissuto, più o meno, lo stesso fenomeno all’inizio del ‘900 quando, reduce dall'ebbrezza dell’Art Nouveau e del Liberty, ha sentito il bisogno di fermarsi a riflettere e ristabilire correttamente nuove regole e nuovi stili con cui esprimersi.
Il celebre architetto tedesco Ludwig Mies Van der Rohe, oltre a deliziarci con le sue opere architettoniche e di design (chi di noi non ha apprezzato sedersi su un sedia Barcelona…), coniò l’espressione: “Less is more” che, se inizialmente tendeva a descrivere la riduzione dei fronzoli architettonici ereditati dalle esperienze precedenti, è diventata di fatto la linea guida di un movimento che ha radicalmente cambiato le regole e le produzioni artistiche e architettoniche presenti ancora ai giorni nostri.
“Less is more” è stato, da allora,  un motto speso in diversi ambiti, a richiamare la poderosa tendenza alla bellezza intrinseca ed efficace che si trova nella semplicità.


Basterebbe navigare un po’ i siti degli Studi Odontoiatrici per comprendere come stia aumentando la quantità di informazioni (spesso ridondanti) che si vuole trasferire ai pazienti. 
Ci si concentra sulla molteplice e spesso sofisticata offerta di cui uno Studio può disporre, ma raramente ci si focalizza sui bisogni e sui linguaggi del paziente. 


La proliferazione di scelte nella società moderna (e il mondo odontoiatrico non ne è scevro) ha portato a quello che lo psicologo Barry Schwartz definisce "il paradosso della scelta": l'idea che, mentre la libertà di scelta è un aspetto fondamentale dell'agenzia umana, un'abbondanza di opzioni può effettivamente portare a una paralisi decisionale, insoddisfazione e ansia.
In tali circostanze, il principio del "less is more" offre un antidoto convincente.

Riducendo il nostro focus e limitando le nostre opzioni, possiamo alleviare la fatica decisionale, ridurre lo stress e migliorare il nostro benessere complessivo. 
Questo non significa necessariamente accontentarsi di meno o privarci di opportunità; piuttosto, implica fare scelte intenzionali che siano in linea con i nostri valori, le nostre priorità e i nostri obiettivi. 


Quando comunichiamo con un paziente dovremmo sempre considerare che ognuno di noi, quando si appresta a fare una scelta, segue solo ed esclusivamente due possibili driver: risolvere un problema o migliorare una condizione esistente. Non vi sono altri movens che possano indurci a iniziare un qualsiasi percorso di scelta. 
Tanto più le informazioni che riceviamo sono complesse e ridondanti, tanto meno contribuiranno a guidarci.


In un mondo caratterizzato dalla complessità, dal caos e dal crescente rumore di fondo, il concetto di "less is more" offre una valida alternativa: un percorso verso chiarezza, scopo e serenità. Abbracciando la semplicità, possiamo liberarci dal peso dell'eccesso, riscoprire ciò che conta veramente e trovare bellezza nell'ordinario.

“Less is more" ci ricorda che la vera ricchezza non risiede nell'abbondanza di possedimenti e la massima efficacia delle nostre relazioni non è proporzionale alla forza con cui comunichiamo.


Concludo con una pensiero che ho letto sfogliando un testo al recente Salone del Libro di Torino: mi è subito parso coerente con il tema della fidelizzazione dei pazienti e con l’inutilità di complesse e oppressive attività di marketing, spesso mutuate da altri settori. 
La frase citava: “Ogni vita umana è un labirinto, se si trova l’ingresso ci si può girare dentro all’infinito”. In piena linea con il concetto di “Less is More”.

Ingrandimenti è una newsletter curata da Roberto Ferrari, che esplora da vicino i fenomeni che il settore odontoiatrico sta attraversando.
Un diario di appunti, riflessioni e punti di vista maturati in 35 anni di viaggio nel mondo odontoiatrico che mi hanno reso forse più esperto, sicuramente più saggio nell’affrontare gli eventi.

Se vuoi rispondermi e farmi sapere cosa ne pensi, puoi rispondere a quest’email.
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Alla prossima, buon weekend!


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