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Con l'inizio di ogni nuovo anno, molti di noi stilano una lista di buoni propositi: perdere peso, leggere più libri, risparmiare denaro. Non sempre però le cose vanno come vorremmo.

La legge di Brandolini

12 GENNAIO 2025

I buoni propositi rappresentano un’ancora di speranza per ognuno di noi. Ogni fine anno ci mettiamo in raccoglimento e, dal primo gennaio, ci illudiamo che basti scrivere una lista per trasformare la nostra vita. Eppure, la realtà ci dimostra quanto sia difficile mantenere queste promesse. Secondo alcune stime, circa l'80% dei buoni propositi fallisce entro febbraio. Uno dei motivi principali di questa Caporetto è la mancanza di realismo. Spesso i propositi sono vaghi ("voglio essere più sano") o troppo ambiziosi ("voglio correre una maratona”, senza mai aver corso prima). Altre volte, manca una strategia concreta ("voglio perdere 10 chili"), la costante in ognuno di questi casi è il fallimento.
La verità è che confondiamo i propositi con i sogni o i desideri e, spesso, questa lista resta, di anno in anno, inattesa.
Puntualmente anche la mia decade di buoni propositi per il 2024 è rimasta incompiuta e queste vacanze sono state un prezioso momento per metterci un po’ di testa.


Ho cominciato intanto a dimezzare il numero di buoni propositi per l’anno a venire limitandolo a soli cinque: ho pensato che sarà più facile concentrarmi meglio per raggiungerli se saranno di meno.
Non è stato facile rinunciare agli “evergreen”, ma dopo anni di permanenza nelle mie liste li ho ritenuti desideri fisiologici piuttosto che propositi e, in quanto fisiologici, obbligatori da perseguire.
Pur con qualche rimpianto per gli esclusi ho definito i primi quattro lasciando sospeso l’ultimo, comprendendo solo dopo quale potesse essere e quanto fosse di gran lunga il più importante di tutti: il tempo.

Il mio più importante proposito per il 2025 è avere tempo.
Tempo per gli altri propositi, tempo per gli impegni che lo meritano, tempo per le persone più care che, giustamente, lo reclamano, tempo per fare tutto ciò che serve per stare bene.
La vera causa dell’insuccesso dei buoni propositi risiede nel tempo che sprechiamo. 
E cosa c'entra la "legge di Brandolini" con tutto questo?
Nota anche come il principio dell'asimmetria delle stupidaggini (Bullshit Asymmetry Principle), la legge di Brandolini afferma che "la quantità di energia necessaria per confutare una sciocchezza è un ordine di grandezza decisamente maggiore rispetto a quella necessaria per produrla". 
Questo principio, formulato nel 2013 dall'informatico italiano Alberto Brandolini, ci offre uno spunto interessante per riflettere non solo sul problema della disinformazione, ma anche sull'energia mentale che siamo costretti a profondere per gestire la quantità di inutili sciocchezze che ci assillano quotidianamente.


Ma cosa c'entra Brandolini con il mondo odontoiatrico?
Facciamoci un giro sui gruppi social di settore e avremo la risposta.
Vengono spesi fiumi di parole per argomentare, commentare, criticare affermazioni, affermare il proprio punto di vista. Se ci fosse un serio “fact checking" basato esclusivamente sull’evidence based probabilmente non ci sarebbe la necessità di troppi dibattiti.
Osserviamo come il focus del settore sia in costante deriva rispetto a quello originario: curare persone. A me risulta piuttosto evidente come il concetto del “curare” si sia sostituito a quello del “prendersi cura”.
Basterebbe osservare il gigantesco divario che c’è fra la diffusione delle patologie odontoiatriche e il numero di pazienti che si pongono all’osservazione per farsi curare per capire quanto tempo viene sprecato nel dibattere di tematiche sicuramente nobili, ma inutili al fine della chiusura di quel divario.
La legge di Brandolini ci insegna che affrontare il nuovo anno con consapevolezza significa non solo fissare obiettivi realistici, ma anche capitalizzare il tempo per perseguirli, selezionando attentamente dove non allocarlo. Con un po’ di impegno, pazienza, pensiero critico, forse saggezza, possiamo trovare un equilibrio tra le nostre aspirazioni personali e le sfide collettive cui siamo sottoposti.


Personalmente predico bene ma razzolo male. Leggendo i quasi quattrocento (!) commenti a un post dei sopracitati gruppi social di settore, mi sono imbattuto nel pensiero espresso da un illuminato odontoiatra che esprime al meglio quanto ho riflettuto in questi giorni: “La vita mi sta regalando più di quello che mi sarei aspettato nel migliore dei sogni. Basta sapersi accontentare. E io mi accontento del bene più prezioso che esiste, l'unico che non si puo accumulare ma che ogni giorno che passa diminuisce: il tempo.
E sono felice, fortunato così.


Buon anno

Ingrandimenti è una newsletter curata da Roberto Ferrari, che esplora da vicino i fenomeni che il settore odontoiatrico sta attraversando.
Un diario di appunti, riflessioni e punti di vista maturati in 35 anni di viaggio nel mondo odontoiatrico che mi hanno reso forse più esperto, sicuramente più saggio nell’affrontare gli eventi.

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