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Casualmente sto scrivendo questo numero di Ingrandimenti esattamente dove scrissi il primo.
È uno dei miei luoghi del cuore, oltre a Venezia, dove vivo, questo è il posto in cui passo la maggior parte del tempo restante. Luogo di mare, sole, saline, tramonti e vento.

Forse l’insieme di queste forze naturali mi ispirò a iniziare il primo numero con l’incipit di Moby Dick e parlare di una probabile tempesta imperfetta.
Ebbene, dopo un anno, questa tempesta si sta avvicinando sempre di più alle coste impreparate dell’odontoiatria italiana.

4492

02 GIUGNO 2024

È la tempesta del passaggio generazionale.
Recentemente, in qualità di consulente, sono stato invitato a partecipare ai lavori del Gruppo di lavoro Nazionale ANDI “Aggregazione e subentro generazionale”. Devo davvero ringraziare per l’occasione, nella quale ho contribuito, con i miei colleghi, a definire un algoritmo per la valutazione degli Studi odontoiatrici che necessitano di conoscere il proprio valore in caso di cessione o passaggio generazionale famigliare.

Il lavoro è durato circa un anno e lo strumento oggi è fruibile grazie ad una piattaforma che, se destasse il tuo interesse, puoi trovare qui.

Rispolverando l’analisi fatta con l’esordio di Ingrandimenti, scrivevo della coesistenza di tre fattori perturbanti la serenità del settore odontoiatrico.

Il primo è l’uscita dal mondo del lavoro di una grande quantità di Medici e Odontoiatri che, per raggiunti limiti di età, termineranno la loro gloriosa attività clinica riducendo sensibilmente l’offerta odontoiatrica di cui oggi fruiamo in Italia. 
Si stima che più del 50% degli esercenti l’attività odontoiatrica oggi superi abbondantemente i 50 anni e nel giro di meno di un decennio abbandonerà la professione. Questa situazione è aggravata dal fatto che i nuovi accessi alla professione odontoiatrica non riusciranno a compensare le uscite dei loro predecessori, generando così una vera e propria crisi dell’offerta.

Il secondo fattore arriva dall’area dei pazienti ed è il calo degli accessi. 
Nonostante i numeri ci dicano che le malattie odontoiatriche sono in continuo aumento, i pazienti si recano sempre meno dal dentista. 
Secondo un recente sondaggio svolto dal sociologo e sondaggista, Renato Mannheimer, nella prima metà del 2024 solamente il 34% dei pazienti italiani si è recato dal dentista e prevalentemente (il 61%) per una seduta di igiene.

Ad aggravare uno scenario, già preoccupante di suo, c’è un contesto economico, sociale e internazionale sempre più incerto. Le emergenze sociali, gli equilibri precari in cui si muove l'economia, le dinamiche incerte del mondo del lavoro non permettono a nessuno di vedere con chiarezza orizzonti lontani.


Ma possiamo solo guardare la tempesta avvicinarci o ci si può organizzare in qualche maniera? 
Non possono ovviamente essere queste poche righe a dare la soluzione, ma altre volte la nostra Nazione si è trovata a dover affrontare problemi di portata ben più grave di questa: immaginiamo il secondo dopoguerra, la crisi economica del 2008 o il più recente Covid. 
Il salvagente dell’economia nazionale sono state sempre le piccole imprese. 
Le PMI rappresentano, la spina dorsale dell'economia italiana, generano quasi il 40% del valore aggiunto nazionale e impiegano un terzo di tutti gli occupati.

Il mio pensiero è che l’unico sistema efficace che si può costruire, a difesa del mondo odontoiatrico italiano, sia prendere coscienza che anche il più piccolo degli studi è una piccola impresa. 
Non mi riferisco a costituirsi in società, ad aggregarsi o ingrandirsi, ma a pensare da piccoli imprenditori.

Conoscere bene le logiche finanziarie che sottendono alla professione, avvalersi di partner e fornitori con la stessa mentalità imprenditoriale, spostare in avanti gli orizzonti delle programmazioni, distogliere, almeno per un momento, gli occhi dal profitto rappresentato dal denaro e osservare il valore generato dagli investimenti. 
Non bisogna essere un super manager o un capitano d'impresa per fare questo, basta prendere coscienza del fatto che volenti o nolenti si è a capo di una piccola o media impresa.

Essere imprenditori non significa venire meno ai propri doveri etici o deontologici, non cancella i motivi vocazionali che hanno portato ad intraprendere carriere in ambito medico, non è un alternativa speculativa alla professione medica.
Essere imprenditori significa condurre e difendere le proprie scelte e permettere a questi valori di essere espressi.

Conosco tanti Odontoiatri che non sono imprenditori, ma anche tanti imprenditori che non operano in campo odontoiatrico e ho sempre pensato che la crasi delle due eccellenze porti ad un modello di sicuro successo, sia per sè stessi che per l’intero comparto. Non è una questione di dimensione dell’impresa, ma di mindset dell'imprenditore.


Quando con i miei compagni di viaggio decisi di cominciare a scrivere Ingrandimenti non immaginavo potesse riscuotere troppo interesse. Ero molto attratto dal mettere su un foglio cosa pensassi, ma non consideravo questo potesse interessare altri.


4492, il titolo di questo numero, sono le volte in cui Ingrandimenti è stata letta in questo suo primo anno di vita. Al di fuori di ogni formalità sono davvero grato a colui o colei che ogni volta ha dedicato un pò del suo tempo ad accordarsi sulla lunghezza d’onda dei miei pensieri.
Non c’è stata volta in cui non abbia ricevuto un commento a quanto scritto e spero che anche questa generi qualche riflessione. Oltre alla mia voglia di continuare a esprimermi, i vostri commenti sono sicuramente la preziosa ispirazione affinché avvenga.

Ingrandimenti è una newsletter curata da Roberto Ferrari, che esplora da vicino i fenomeni che il settore odontoiatrico sta attraversando.
Un diario di appunti, riflessioni e punti di vista maturati in 35 anni di viaggio nel mondo odontoiatrico che mi hanno reso forse più esperto, sicuramente più saggio nell’affrontare gli eventi.

Se vuoi rispondermi e farmi sapere cosa ne pensi, puoi rispondere a quest’email.
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Alla prossima, buon weekend!


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