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Abbiamo già condiviso qualche numero fa quanto la lingua italiana sia ricca di termini, anche se la maggior parte ormai in disuso. Un’altra complessità del nostro vocabolario è il differente significato che alcuni termini esprimono in base al contesto in cui essi vengono espressi.
È il caso del termine “senso”.

In che senso?

5 MAGGIO 2024

È uno di quei vocaboli ricchi di sfumature e interpretazioni, che attraversa molteplici ambiti della vita umana, dalla filosofia alla psicologia, dalla linguistica alla spiritualità. Con un'origine etimologica radicata nel latino "sensus", il concetto si è evoluto nel corso dei secoli assumendo significati diversi e profondi. 


Nel contesto linguistico, il termine "senso" si riferisce al significato di una parola, di una frase o di un testo. 
Un’interpretazione più profonda riguarda invece il legame con il significato e il proposito della vita stessa. In questa prospettiva, il senso è strettamente collegato alla ricerca di un fine superiore, di un obiettivo o di uno scopo che dia significato alla nostra esistenza, quello che definiamo il “senso della vita”.
Nel mondo dell'arte e della creatività, il senso assume sfumature particolari, riferendosi alla capacità di percepire e apprezzare la bellezza, l'armonia e l'espressione artistica in tutte le sue forme. 
Il termine "senso" può essere interpretato anche in relazione al concetto di appartenenza e identità. Il senso di appartenenza può influenzare il nostro senso di identità e di autostima, fornendo un punto di riferimento e di sostegno nelle nostre relazioni sociali.


Molti altri significati si potrebbero declinare, ma ciò che mi ha mosso ad affrontare il tema del senso in questo numero di Ingrandimenti è stato il suo impiego più fisico, tangibile  e quotidiano.
Mi riferisco alla capacità percettiva del corpo umano, composta dai cinque sensi: vista, udito, olfatto, gusto e tatto. Questi sensi fungono da ponte tra l'individuo e l'ambiente circostante, consentendo di percepire il mondo esterno e di interagire con esso in modo consapevole e significativo. Non solo, i nostri cinque sensi sono le porte attraverso le quali entra ogni stimolo che il nostro corpo raccoglie e il nostro cervello elabora per condurci nelle scelte più immediate.


L’ispirazione per trattare questo tema mi è nata da una strana consuetudine che perpetro da qualche anno.
Era il 2008 e stavo preparando un viaggio in solitaria in moto in Islanda, conobbi Gino Strada e decidemmo di cogliere l’occasione per diffondere, ove andassi, le attività dell’allora giovane Emergency.
Gino mi regalò una maglietta che indossai in ogni Paese visitato con la balzana idea che si arricchisse del profumo dell’aria che respiravo.Da allora ha girato ogni continente e ha assorbito l’aria delle decine di Paesi in cui l’ho portata. 
Non ho mai lavato quella maglietta, non vorrei perderne il prezioso tesoro. La custodisco in un piccolo sacchetto che viaggia spesso con me, ogni tanto l’annuso e mi tornano immediatamente i ricordi dei luoghi visitati.


Ora sto scrivendo dall’Irlanda, più precisamente dalla penisola del Connemara, terra ricca di natura intonsa e meravigliosa semplicità, pregna di aromi indotti dalle distese di torba, dal vento e dal mare. È la mia prima volta qui e anche stavolta indosso per qualche ora la mia maglietta a raccogliere e custodire l’aria che sto respirando.


Ma tutto questo cosa c’entra con il mondo odontoiatrico?
C’entrano i sensi.
Al di là delle varie declinazioni del termine (in questi giorni mi è capitato di scrivere del “Senso della Scienza”), anche per i pazienti i cinque sensi sono il primo e, spesso, inappellabile grado di giudizio delle esperienze che stanno vivendo.
Tecnicamente si chiama “priming” ed è tutto ciò che il nostro cervello inconscio elabora a seguito della raccolta di stimoli attraverso i nostri sensi: è uno dei pilastri del nostro comportamento ed è totalmente fuori dal nostro controllo. È un elaborazione che avviene in qualche frazione di secondo e può, nel tempo, cambiare solo con l’esperienza.


Facciamo un esempio che tutti abbiamo vissuto. 
Il rumore di una turbina dentale può evocare nei pazienti timori o ansie relativi all’ambiente odontoiatrico e alla paura ancestrale del dentista, ma la turbina di un aspirapolvere - seppure agli stessi decibel - può al massimo fare paura al gatto. 
Qual’è la differenza? 
L’elaborazione che il nostro cervello fa dello stesso stimolo. 
Un odontoiatra non sarà infastidito dai decibel della stessa turbina, perché il suo cervello inconscio ha maturato una solida esperienza che gli permette di decodificare quei decibel in maniera rassicurante. 

Ci sarebbero decine di esempi a corroborare questo tema, per ogni senso e in ogni campo. Se siete interessati potete approfondirli, insieme ad altri argomenti trattati qui su Ingrandimenti, nel corso registrato con Osteocom, che trovate qui.


Ritornando a noi, cosa significa tutto ciò? Che i sensi ci giudicano prima della ragione.
Il senso ultimo della professione odontoiatrica è quello di riportare la salute al paziente che ne ha necessità e mantenerla a chi già la possiede, ma per fare tutto questo dobbiamo innanzitutto essere scelti dai pazienti.
Significa che possiamo metterci tutto l’impegno e gli investimenti che vogliamo ma qualsiasi nostra intenzione è vagliata dalla inappellabile e rapidissima sentenza dei sensi di chi abbiamo di fronte.


In conclusione, abbiamo visto come il termine "senso" abbraccia una vasta gamma di significati e interpretazioni, solo in queste righe lo abbiamo utilizzato 27 volte. Abbiamo spaziato dalle dimensioni fisiche e psicologiche dell'essere umano, al significato della vita stessa, all'arte e all'identità. 
Nonostante i grandi temi, però, noi e i nostri pazienti siamo costrutti di piccole cose semplici come il profumo di torba del Connemara e a questo dovremmo porre attenzione.

Ingrandimenti è una newsletter curata da Roberto Ferrari, che esplora da vicino i fenomeni che il settore odontoiatrico sta attraversando.
Un diario di appunti, riflessioni e punti di vista maturati in 35 anni di viaggio nel mondo odontoiatrico che mi hanno reso forse più esperto, sicuramente più saggio nell’affrontare gli eventi.

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