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No, non c’è un errore nel titolo di questa nuova edizione di Ingrandimenti.

Ottobre è un mese speciale per molti motivi, uno di questi perché è il Mese della Prevenzione Dentale.


Quando è nata questa iniziativa? Quali sono stati i suoi risultati negli anni? C'è qualcosa che non ha funzionato? Oggi vorrei condividere alcune riflessioni con voi. 

Il mese della predizione dentale

15 OTTOBRE 2023

È ormai dal 1980 che, mentre molte persone si preparano per le festività autunnali, cambiano gli armadi e iniziano ad attrezzarsi per il cambiamento del clima, gli ultimi ritardatari si iscrivono a palestre o piscine per riparare i danni degli eccessi estivi, arriva il Mese della Prevenzione Dentale.

Gli Studi Odontoiatrici, le associazioni di categoria, i giornali, le televisioni ci avvisano dell’importanza di prenderci cura dei nostri sorrisi e promuovono l’opportunità di recarsi presso uno dei 10.000 dentisti aderenti alla campagna per effettuare una visita di controllo e ricevere indicazioni su come ci si dovrebbe comportare domiciliarmente.
È un’iniziativa importante, fra le più longeve nell’ambito della prevenzione della salute, ma dopo 43 anni qual è lo stato della salute orale della popolazione italiana?

Analizziamo i dati. Intanto non è aumentata negli ultimi anni la percentuale di accesso agli studi odontoiatrici, anzi è progressivamente scesa per assestarsi oggi intorno al 40%. Significa che, a fronte del fatto che chiunque dovrebbe recarsi almeno una volta all’anno presso uno studio odontoiatrico, il 60% non lo fa. Questo tasso di rinuncia potrebbe essere giustificato dal fatto che questi pazienti (6 su 10), siano sani dal punto di vista della salute orale, così da non avere bisogno di farsi osservare da un professionista, ma purtroppo non è così.


Un’indagine sulla diffusione dei disturbi orali nel mondo promossa dalI’Institute For Health Metrics and Evaluation, l’organizzazione fondata da Bill e Melinda Gates, assegna all’Italia una crescita progressiva e inesorabile negli ultimi 10 anni dei disturbi del cavo orale, con una crescita media, nel decennio del 6%.

Osservando poi la diffusione di alcune specifiche patologie il dato non solo si conferma ma appare molto più preoccupante. La parodontite oltre ad essere la 6° malattia non trasmissibile più diffusa al mondo, colpisce in Italia circa il 50% della popolazione, il 15% di questa con forme gravi. Soltanto il 9% degli Italiani tra 25-74 anni dichiara di aver ricevuto diagnosi di parodontite e soltanto l’1.4% degli Italiani dichiara di aver ricevuto un trattamento parodontale.
Se invece osserviamo la carie in età pediatrica, Il 60-90% dei bambini in età scolare, in tutto il mondo, soffre di carie dentale. 

Il Ministero della Salute comunica poi che in Italia la malattia cariosa, a 4 anni di età, vede l’interessamento del 21,6% degli individui, a 12 anni sono affetti da carie il 43,1% degli individui e nella fascia di età compresa tra i 19 e i 25 anni l’88,2% delle persone presentano lesioni cariose. Quadri clinici di edentulismo, inoltre, sono presenti nel 6,7% degli individui di età superiore ai 45 anni e nel 60% delle persone con età maggiore di 80 anni.

Un panorama quantomeno preoccupante che, a mio parere, dovrebbe far riflettere sull’efficacia del Mese della Prevenzione Dentale nonostante gli sforzi e l’impegno profusi per più di quattro decenni per la creazione, l’organizzazione, la diffusone e la comunicazione di questo storica iniziativa.

Per dare una chiave di interpretazione a quanto appena elencato chiederei virtualmente aiuto a Richard Thaler, vincitore nel 2017 di un premio Nobel in economia. Oltre a numerosi studi sul comportamento umano negli ambiti di rischio, il Professor Thaler è il padre della Teoria dei nudge, la disciplina che, grazie alle scienze del comportamento, spinge gentilmente le decisioni delle persone verso opzioni di scelta più in linea con i loro valori, tutelando al contempo la loro libertà di scegliere.
In sostanza questa teoria sostiene che non sono le grandi spinte che fanno fare le grandi scelte (la salute orale ad esempio), ma piccoli eventi insignificanti possono generare effetti macroscopici e assolutamente imprevedibili.

In una intervista il professor Thaler affermava: "per introdurre pratiche di buona cittadinanza (e aggiungerei io di buona salute), per aiutare le persone a scegliere il meglio per sé e per la società, occorre imparare a usare a fin di bene l'irrazionalità umana”.

Come possiamo capitalizzare questi insegnamenti alla luce dei fallimenti degli approcci razionali?
Forse consapevolizzando in maniera più puntuale i pazienti circa i rischi che potrebbero avere di incappare in una qualche patologia di cui ancora oggi non sono a conoscenza. Così facendo stiamo però cambiando il paradigma, stiamo passando dalla prevenzione della salute orale alla predizione della stessa.


Il Ministero della Salute italiano ci dà una grande mano definendo e predicando sempre più insistentemente l’approdo alla medicina predittiva. Così recitano le pagine del sito ufficiale: “Per medicina predittiva si intende l’approccio che – prima e/o dopo la nascita - tende a scoprire e valutare in termini probabilistici i fattori che, per una specifica persona e in un dato contesto, possono favorire l’insorgenza di una malattia.
Per definizione, la medicina predittiva si rivolge agli individui sani, nei quali cerca la fragilità o il difetto che conferiscono loro una certa predisposizione a sviluppare una malattia. 
Conseguentemente, la medicina predittiva è probabilistica e individuale e come tale consente la massima personalizzazione degli interventi”. 


Io e i miei fidati e competenti compagni di avventura professionale abbiamo colto già da qualche anno sia gli insegnamenti di Thaler che le indicazioni del Ministero della Salute lavorando ad una piattaforma di algoritmi predittivi l’insorgenza delle malattie odontoiatriche ancorché asintomatiche. Si chiama Ciaodoc™ e puoi averne maggiori informazioni cliccando qui.

Non so se Ciaodoc™ sia la soluzione definitiva alla diffusione così alta delle patologie odontoiatriche, ma sono certo possa dare il suo contributo e, visto che sognare non costa nulla, un giorno potremmo avere anche il Mese della Predizione Dentale.

Ingrandimenti è una newsletter curata da Roberto Ferrari, che esplora da vicino - una domenica sì, e una no - i fenomeni che il settore odontoiatrico sta attraversando.
Un diario di appunti, riflessioni e punti di vista maturati in 35 anni di viaggio nel mondo odontoiatrico che mi hanno reso forse più esperto, sicuramente più saggio nell’affrontare gli eventi.

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