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Ho volutamente ritardato l’uscita di questo numero di Ingrandimenti per avvicinarmi alle festività Natalizie e potervi trasmettere i miei personali auguri.

C’erano diversi temi che avrei voluto affrontare per chiudere questo anno, ma un articolo intercettato l’altro giorno, ripreso da più di un quotidiano nazionale, mi dà l’occasione di salutarci riflettendo su un tema cui vorrei fossimo tutti più sensibili.

Rispetto

22 DICEMBRE 2024

L’Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani ha scelto la parola dell'anno per il 2024: «Rispetto».
 
Come motivazione ha adottato la seguente formula: «per la sua estrema attualità e rilevanza sociale». 


Il termine è sicuramente conosciuto da ognuno di noi ma, nonostante il suo inopinabile valore, non trova ancora lo spazio che merita né nelle nostre menti, tantomeno nel nostro linguaggio. Immaginate che nella classifica dei sostantivi più utilizzati è ampiamente dietro ad altri termini quale “piede, strada, fiore, festa”; addirittura “dente” è pronunciato, nel lessico comune, quasi il doppio in confronto a “rispetto”.


Etimologicamente la parola deriva dal verbo latino "respicere", letteralmente "guardare nuovamente" o "guardare indietro", coi significati successivi di osservare, riguardare, assistere, avere attenzione, aver cura, preoccuparsi di qualcosa o qualcuno.
Tecnicamente, il Dizionario definisce il termine come un «sentimento e atteggiamento di stima, attenzione, riguardo verso una persona, un’istituzione, una cultura, che si può esprimere con azioni o parole». Come dire: una parola che designa tanto. Tanto quanto lo spessore dei significati di cui si fa carico. 
Nonostante il significato sia chiaro a tutti, tra le motivazioni addotte dall’Osservatorio Treccani per premiarla come parola dell’anno c’è letteralmente “rafforzare la necessità di un suo uso semanticamente e civilmente corretto”.


Il primo pensiero che mi è sovvenuto è che se abbiamo bisogno di rafforzare il concetto della parola “rispetto” e aumentarne l’utilizzo abbiamo davvero un problema. 
Il secondo è stato, come sempre, cercare di portare la riflessione nel mondo medico e odontoiatrico. 


Molti anni fa l’Università di Udine ha cominciato a interrogarsi sulla mancanza di questo rispetto.
La visione attenta e lungimirante del Prof. Massimo Robiony ha portato, dopo un lungo processo di confronto tra esperti sanitari, associazioni di pazienti e rappresentanti istituzionali, a dare vita alla “Carta di Udine”.
Questo documento, unico nel suo genere, è stato elaborato con l’obiettivo di fornire linee guida concrete per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria, ponendo al centro i valori della dignità, dell'empatia e del rispetto.
L’enunciato, in 13 punti, definisce con puntualità i principi che devono guidare chiunque operi una professione sanitaria, qualunque essa sia, a cambiare i paradigmi del rapporto con il paziente. In sintesi invita a prendere coscienza, formarsi e mettere in atto tutte le azioni per passare dalla “cura” al “prendersi cura”.


Ho assistito alla presentazione di questo grande progetto e, immediatamente dopo il sentimento di stima nei confronti del lavoro svolto da Massimo e l’orgoglio di collaborare insieme in un altro importante progetto sulla predizione del Tumore del cavo orale (di cui vi parlerò presto), ho provato il sottile disagio di come si debba rendere necessario riportare il focus sull’umanizzazione delle cure.
La solita Treccani per “umanizzare” definisce: “rendere più umano e civile, più conforme a quella che si ritiene debba essere la natura umana”.
Ecco spiegato il disagio: probabilmente abbiamo perso il senso dell’uomo, sostituendolo con quello del paziente (che, dal greco, significa portatore di malattia…) e ora per tornare indietro serve parecchio lavoro.


Siamo prossimi alle Festività Natalizie, meritiamo tutti un po’ di riposo. Vi lascio con un unico augurio: prendervi cura delle persone che incontrerete e di riceverne altrettanta da loro. 


L’umanizzazione dei rapporti potrebbe essere il primo passo per riprendere possesso del concetto di rispetto dell’uomo. 
All’umanizzazione delle cure ci pensiamo poi, alla riapertura delle attività, il prossimo anno.

Ingrandimenti è una newsletter curata da Roberto Ferrari, che esplora da vicino i fenomeni che il settore odontoiatrico sta attraversando.
Un diario di appunti, riflessioni e punti di vista maturati in 35 anni di viaggio nel mondo odontoiatrico che mi hanno reso forse più esperto, sicuramente più saggio nell’affrontare gli eventi.

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Alla prossima, buon Natale e buone Feste 🎄


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