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Qualche giorno fa, ho avuto l’occasione di vedere uno spot televisivo che mi consigliava di raddrizzare i denti, l’incipit recitava letteralmente: “Mostra i denti!” incitandomi ad assumere un piglio deciso e determinato dopo, eventualmente, essermeli allineati.


Poteva anche avere ragione circa la mia dentatura, ma mi ha colpito come fosse spudoratamente semplicistico e ridotto a: “fatti una visita gratuita, spendi poco e facciamo in fretta”.
Uno spot ben bilanciato tra modelli sportivi vincenti, velate concessioni alle libertà dei costumi, giovani cantanti e festanti con un preciso ed esplicito dichiarato messaggio finale: “Allinea i tuoi denti e tira fuori tutto il tuo potenziale.
I pochi secondi dello spot hanno avuto in me un effetto omeopatico e mi hanno condotto a vari pensieri che vorrei condividere.

Schiena dritta e denti storti

12 NOVEMBRE 2023

Quanto il sorriso sia implicato e responsabile di aspetti che vanno ben oltre la salute orale non è certo un mistero, come la bocca sia un luogo in cui si concentrano fattori evocativi di molti aspetti fisiologici e psicologici lo hanno già scritto in molti, ridurre il tutto tra avere i denti diritti e esprimere tutto il proprio potenziale mi ha colto impreparato.
D’accordo, è solo un messaggio pubblicitario, ma dietro quel messaggio c’è qualcuno che ci ha messo tempo, testa e soldi decidendo che in qualche secondo avrebbe potuto influenzare le scelte del maggior numero di persone possibili, compreso me.


Io sono di quella generazione che la velocità l’ha dovuta imparare strada facendo, la fretta non è mai stata una priorità tra gli insegnamenti che ho ricevuto.
Vedendola poi dal punto di vista professionale è stato più o meno lo stesso. Quando ho iniziato, nel lontano 1993, a occuparmi di questioni implantoprotesiche, si aspettava fino a 6 mesi perché gli impianti si osteointegrassero. Venivano inseriti con protocolli e riti che sfioravano la liturgia religiosa, venivano lasciati sepolti come i semi d’inverno in attesa della primavera e da lì iniziava un’ulteriore attesa prima che germogliasse la protesi definitiva.

Negli anni i protocolli si sono semplificati e i tempi accorciati, questo ha portato molti indiscussi benefici per tutti, dai medici ai pazienti, ma non temo di affermare che questa, a volte ossessiva, semplificazione e ricerca della velocità abbia portato con sé anche degli aspetti discutibili, primo su tutti la riduzione dei tempi dedicati alla ricerca scientifica.

Gli studi odontoiatrici hanno sostituito i reparti universitari e i laboratori di ricerca testando direttamente sui pazienti molte presunte innovazioni, alcuni protocolli clinici vedono la luce della pubblicazione scientifica quando sono stati ormai abbandonati: la loro stagione è più breve dei tempi richiesti dai rigori dell’evidence based.

Come uomini siamo portati a semplificare le cose, a prendere scorciatoie. A descrivere nel dettaglio questo approccio è l’euristica, una parte del metodo scientifico e della psicologia secondo la quale il sistema cognitivo umano è un sistema a risorse limitate che, non potendo risolvere problemi tramite processi algoritmici, fa uso di scorciatoie come efficienti strategie per semplificare decisioni e problemi. Le euristiche (dal greco heurískein: trovare, scoprire) sono procedimenti intuitivi e sbrigativi, scorciatoie mentali, che permettono di costruire un’idea generica su un argomento senza effettuare troppi sforzi cognitivi. Sono strategie veloci utilizzate di frequente per giungere rapidamente a delle conclusioni.


Lo studio delle euristiche ha condotto negli ultimi anni a comprendere molto del comportamento umano quando è chiamato a fare delle scelte, soprattutto ha mostrato come la quasi totalità delle nostre scelte siano irrazionali!


Tutte le grandi scoperte scientifiche nascono da approcci euristici, intuitivi, per vedere la luce ed essere fruibili all’intera comunità umana vengono, però, poi validati dalla ricerca, nei tempi e nei modi necessari.
La curiosità dell’uomo è stata ed è tuttora il motore dell'innovazione e dell’evoluzione, il premio Nobel 2019 per la medicina, Gregg Semenza, in una recente intervista ha affermato: "Siamo vivi grazie alla voglia di sapere”, l’illustre studioso ci sta dicendo con chiarezza di dedicare tempo alla nostra curiosità, di dare seguito alle nostre euristiche con processi consci di approfondimento a supporto delle nostre scelte.


Ritornando allo spot televisivo che “tirava fuori tutto il mio potenziale” penso che, in casi come questo, dovremmo mantenere la schiena dritta anche se abbiamo i denti storti, prenderci i nostri tempi e capire che le scorciatoie, soprattutto nel campo della salute, nascondono insidie.

E il compito di trasmettere questo messaggio è anche nelle mani dell'odontoiatra.

Ingrandimenti è una newsletter curata da Roberto Ferrari, che esplora da vicino - una domenica sì, e una no - i fenomeni che il settore odontoiatrico sta attraversando.
Un diario di appunti, riflessioni e punti di vista maturati in 35 anni di viaggio nel mondo odontoiatrico che mi hanno reso forse più esperto, sicuramente più saggio nell’affrontare gli eventi.

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Alla prossima, buon weekend!


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